Vini: il Passito di Pantelleria, unico nel suo genere

Vino passito di Pantelleria

Pensare che sorseggiare un vino passito di Pantelleria significhi portare alla bocca un aroma dolce, pastoso e gradevole soltanto, sarebbe riduttivo per questo vero nettare che qualcuno si irrita a immaginare si possa semplicemente chiamare…. vino.

Perché il Passito di Pantelleria è un vino, chiamiamolo così, ma molto particolare, pregiato al punto che pensare si possa ottenere tutti gli anni sarebbe oltremodo sbagliato, visto che si ricava da uve particolari mature al punto giusto solo in alcuni anni ed in particolari periodi dell’anno ( dal 4 al 10 agosto), derivanti da uve mature al caldo sole dell’isola a Sud della Sicilia e con un procedimento che prosegue da generazioni e generazioni, con l’appassimento per quattro settimane al sole ed al vento infuocati di Pantelleria. Solo così si ottiene l’alto grado zuccherino ed alcolico naturale che Marco De Bartoli ritiene indispensabili per il suo passito.

 
Ma perché mai tale vino si chiama Bukkuram? Perché a dispetto della sensazione che di questa denominazione se ne volesse fare soltanto un’immagine esotica del vino, tale Bukkuram, che in arabo significa ” padre della vigna “, è il nome della contrada ove è posta l’azienda agricola dove si lavora questo passito di Pantelleria .

 
Tanto lavoro per renderlo perfetto nel vostro calice da degustazione dove tale vino è ideale per accompagnare dolci e formaggi, quest’ultimi non particolarmente piccanti.

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Commenti (1)

perfettamente d’accordo davvero unico ed esclusivo il vino passito di pantelleria

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