Vaso: tutt’altro che anonimo
Pensate se qualcuno entrando in casa vostra si complimenterà con voi che detenete questo vaso avendolo scambiato per una sorta di robot, di quello prestato alla cinematografia capace di assolvere ad ogni vostro ordine, state al gioco, perché è davvero difficile immaginare che ci si trovi di fronte ad un più anonimo vaso.
Anonimo si fa per dire, comunque, perché il vaso in questione è stato realizzato in tiratura limitata, appena 29 pezzi, fatto questo destinato a far salire di valore l’oggetto in questione. Parliamo di un vaso in ceramica dalle dimensioni compatte, sui generis quanto vogliamo ma destinato ad un bel successo, oltretutto non si può non notare, forte dell’altezza di 43 centimetri e della costituzione in ceramica che lo rende robusto e, in parte attraente, lo stile del vaso.
Interessante anche assistere all’opera dell’autore della scultura, si tratta di PixelPancho nato a Torino nel 1984, Enrico Bertorelli si iscrive all’accademia di belle arti di Torino, dove frequenta il corso di grafica d’arte. Nel 1996 inizia a dedicarsi ai graffiti, perfezionando la tecnica spray e pennarello fino ad arrivare a sperimentare la street art. In Accademia si è avvicinato alle tecniche tradizionali, come pittura, incisione, litografia, scultura, ma anche graphic computer. Nel 2000 inizia un progetto: sui muri di Torino, appaiono dapprima Astronauti e poi Robot grafici, in stile Pop… Nel tempo, la grafica del Robot si è evoluta, e con essa anche la tecnica e i materiali. Da circa due anni i Robot sono riprodotti su piastrelle che vengono appiccicate sui muri del centro, sotto i portici, nei locali. In quel periodo accanto al Robot sulle piastrelle ha iniziato a comparire una “tag”: Pixel Pancho, la firma che Enrico che usava come nick in strada.



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